Giustizia e diritto · Avvocatura e giustizia
Una vittoria che vale una carriera
Dietro una decisione favorevole c'è spesso la restituzione della dignità a una persona che per anni si è sentita soltanto un numero.
di Pierfrancesco Viti ·
Oggi ho vissuto un momento che vale una carriera intera. Il mio assistito è un uomo semplice, un padre di famiglia, un lavoratore che per anni è stato travolto dall’arroganza di una banca. Trattato come un numero, schiacciato da pretese ingiuste, ha resistito in silenzio, con dignità.
Il caso è abbastanza noto a livello locale. Oggi l’ho chiamato per comunicargli l’esito del ricorso in Cassazione. Dall’altro capo del telefono, un lungo silenzio.
Poi, con voce rotta, trattenendo il fiato, mi ha chiesto: “E allora?” Io ho risposto con una sola parola: “Accolto.” È bastata quella. Un attimo dopo, il pianto. Un pianto vero, profondo, di chi ha portato per troppo tempo il peso dell’ingiustizia sulle spalle.
In quelle lacrime ho sentito tutto: la sofferenza, la speranza, la forza. E in quell’istante ho ricordato perché faccio l’avvocato. Per questo.
Per chi è solo. Per chi non viene ascoltato. Per trasformare la legge in uno strumento di verità e di riscatto.
Oggi ho riscoperto il senso più profondo della mia professione. E porterò questa emozione con me, come un sigillo. Sempre.
Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.