Pierfrancesco Viti Scritti di politica, diritto e tradizione

Giustizia e diritto · Diritto penale

Interpretare la legge senza inventarla

Analogia e interpretazione estensiva non sono sinonimi: distinguerle tutela insieme la legalità e la capacità del diritto di applicarsi ai casi concreti.

di Pierfrancesco Viti ·

Nel diritto penale l'analogia è vietata (art. 14 delle Preleggi), mentre è ammessa l'interpretazione estensiva quando si resta entro la ratio della norma. È anche per questo che l'ordinamento, in casi tassativi, riconosce perfino al privato cittadino il potere di intervenire per bloccare l'autore di un reato in flagranza, salvo l'immediata consegna all'autorità. Non è una licenza alla violenza, ma il riconoscimento che, davanti a una condotta percepita come gravemente illecita, il cittadino può sentirsi chiamato ad agire entro i limiti della legge.

La violenza va sempre condannata. Ma una politica seria dovrebbe interrogarsi anche sulle cause dell'esasperazione sociale. Se lo Stato non riesce a garantire sicurezza e controllo del territorio, cresce il rischio che qualcuno pensi, sbagliando, di dover supplire alle sue funzioni.

Colpisce poi il diverso peso mediatico riservato ai fatti: fa più rumore il cittadino che immobilizza un immigrato molesto che non l'ennesima giovane donna sfregiata al volto da un immigrato irregolare, come accaduto pochi giorni fa a Milano, dove una ragazza è stata aggredita con un coltello da un uomo già arrestato e rilasciato poche ore prima. La vera domanda non è se la violenza privata sia accettabile - non lo è - ma come evitare che cittadini sempre più sfiduciati arrivino a credere che la sicurezza debba essere affidata all'iniziativa dei singoli anziché allo Stato.

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Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.

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