Pierfrancesco Viti Scritti di politica, diritto e tradizione

Politica e istituzioni · Immigrazione

Reimmigrazione: significato, limiti e attuabilita

Una politica dei ritorni deve essere definita attraverso categorie giuridiche, criteri verificabili e garanzie compatibili con lo Stato di diritto.

di Pierfrancesco Viti ·

REIMMIGRAZIONE. CHE COS'È? È ATTUABILE IN PAESI COME L'ITALIA?

La reimmigrazione non è altro che un processo ordinato e legittimo attraverso cui uno Stato favorisce e organizza il ritorno di stranieri non integrati, o non integrabili, nei Paesi d'origine o in Stati terzi sicuri. Non è persecuzione, non è odio, è esercizio sovrano di autodeterminazione. Secondo la filosofia politica classica, ogni comunità umana ha il diritto naturale di preservare la propria identità culturale, linguistica, spirituale.

Aristotele stesso affermava che la polis nasce per la vita ma esiste per il "ben vivere", e il "ben vivere" è reso possibile da un tessuto valoriale condiviso. Quando l'immigrazione incontrollata altera in modo eccessivo questo tessuto - senza che vi sia un vero consenso del popolo - si verifica un'ingiustizia verso i cittadini originari, che si vedono espropriati della loro casa morale. In tali casi la reimmigrazione non solo è assolutamente legale, ma dev'essere considerato un atto di giustizia verso il popolo ospitante.

Il diritto internazionale riconosce il diritto sovrano degli Stati a controllare i flussi migratori e a disporre, entro limiti umanitari, l'espulsione o il rimpatrio di stranieri. Lo ribadisce l'art. 13 del Patto internazionale sui diritti civili e politici: "Lo straniero che si trovi legalmente nel territorio di uno Stato parte del presente Patto potrà essere espulso solo in virtù di una decisione presa conformemente alla legge." Ma se un individuo è entrato illegalmente o ha perso i requisiti per la permanenza (esempio: ha commesso reati, non si integra, vive di assistenza permanente), lo Stato è legittimato a disporre la reimmigrazione.

Ma v'è più. L'Italia è giuridicamente obbligata a non tollerare situazioni che violino l'ordine pubblico o che mettano in crisi la coesione sociale. E la reimmigrazione è oggi giusta e necessaria in Paesi come l’Italia, perché la nostra storia, cultura e civiltà meritano di essere trasmesse intatte; meritiamo di vivere sicuri e di girare senza paura per le strade; perché la convivenza funziona quando c'è rispetto e compatibilità reciproca, non quando si crea un mosaico disarticolato e conflittuale; perché la vera solidarietà non è costruire ghetti qui, ma aiutare i popoli a vivere e prosperare nella loro terra; perché ogni Stato che rinuncia a esercitare la sua sovranità culturale e demografica si avvia verso la dissoluzione.

Come diceva Edmund Burke: "A nation without the means of reform is without the means of its conservation." E la reimmigrazione è uno strumento di riforma necessaria per la conservazione di ciò che siamo.

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Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.

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