Politica e istituzioni · Costituzione e Patria
Difendere i confini è un dovere costituzionale
La Patria richiamata dall'articolo 52 non è un'astrazione: comprende territorio, comunità, memoria e responsabilità verso chi ne fa parte.
di Pierfrancesco Viti ·
Art. 52 Costituzione: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino” - di Pierfrancesco Viti. Difendere i confini significa difendere la Patria, perché la Patria non è un concetto astratto ma una realtà geografica, storica e morale. È territorio, popolo, lingua, tradizione, cultura, memoria.
Se la si priva dei confini, la si priva della sua stessa esistenza. Significa dare attuazione e rispettare il principio costituzionale espresso dall'art. 52 Cost. Ogni comunità politica si regge sul principio di sovranità: senza un limite spaziale e umano da custodire, non esiste né sovranità né libertà.
Chi accetta che i confini vengano violati o resi simbolici, rinuncia all’essenza stessa dello Stato. La Costituzione non parla di facoltà di difendere, ma di dovere. E quando un dovere è “sacro”, significa che trascende la contingenza politica: è un obbligo morale radicato nell’ordine naturale delle cose, quello per cui ogni popolo ha diritto - e responsabilità - di esistere.
L’uso della forza, entro i limiti del diritto e della proporzionalità, è parte integrante di questo dovere. Nessuna nazione può garantire sicurezza, ordine e dignità se rinuncia a difendersi. Difendere i confini, dunque, non è atto di chiusura ma di rispetto verso il proprio popolo e verso gli altri: solo chi sa proteggere se stesso può dialogare da pari.
È questo il significato profondo e attuale dell’articolo 52 - e il fondamento di ogni civiltà degna di chiamarsi tale.
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