Pierfrancesco Viti Scritti di politica, diritto e tradizione

Tradizione e identità · Tradizione

Neotradizionalismo e ritorno al sacro

Dopo il relativismo postmoderno emerge il bisogno di radici: non nostalgia, ma ricerca consapevole di ordine, continuità e significato.

di Pierfrancesco Viti ·

NEOTRADIZIONALISMO RIFLESSIVO e l’ETÀ DELLA RICONSACRAZIONE Dopo il lungo crepuscolo del postmoderno, in cui ogni certezza è stata dissolta nel relativismo e ogni valore ridotto a opinione, l’uomo del nostro tempo si trova dinanzi a un bivio: proseguire verso l’indistinto o ritornare verso l’origine. Ecco perchè si potrebbe parlare di Neotradizionalismo riflessivo, non come nostalgia o passatismo, ma come riconquista consapevole del senso perduto. È il tentativo di riannodare il filo spezzato della continuità, di riscoprire nella tradizione non un limite, ma un orientamento; non una catena, ma una radice.

In questo moto di ritorno non c’è regressione, ma un bisogno di verticalità dopo il lungo dominio dell’orizzontalità. Da questo spirito scaturisce ciò che potremmo chiamare Età della Riconsacrazione: il tempo in cui l’uomo, stanco di profanare ogni cosa - il linguaggio, il corpo, la storia, il sacro -, torna a riconsegnare al mondo un ordine e una dignità. È il desiderio di restituire valore a ciò che era stato ridotto a funzione, mistero a ciò che era stato reso meccanismo, forma a ciò che era diventato informe.

Forse è questo il segno dei nostri giorni: un mondo che, dopo aver smarrito Dio, cerca di ritrovare l’uomo; e nell’uomo, di nuovo, il divino. #riflessionidelgiorno Nell'immagine, "La riconsacrazione della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma da parte di Papa Pio IX", di De Paris, Carlo (1800-1861)

Condividi

Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.

Altri scritti