Politica e istituzioni · Classe dirigente
Non servono nuovi politici, servono uomini
Tecnica elettorale e visibilità non bastano: una comunità ha bisogno di persone formate, affidabili e capaci di rappresentare interessi reali.
di Pierfrancesco Viti ·
Non abbiamo bisogno di nuovi politici. Abbiamo bisogno di uomini. Il problema non è quanti voti uno riesce a mettere insieme.
Il problema è che uomo resta quando i voti finiscono. Da anni - troppi - la selezione della classe dirigente avviene con criteri da ufficio elettorale: numeri, pacchetti, promesse, clientele. E poi ci si stupisce se la politica si riempie di professionisti della sopravvivenza.
Figure elastiche. Adattabili a tutto. Presenti sempre... purché ci sia una poltrona in vista.
Non è pragmatismo. È istinto di conservazione personale. Un tempo contava la rettitudine prima della convenienza.
Oggi troppo spesso avviene il contrario. Si promuove chi porta voti. Chi porta "utilità".
Non chi porta spessore. Si valorizza chi si muove bene nei corridoi. Non chi cammina diritto nella vita.
Eppure il criterio serio, quello che distingue una classe dirigente da una comitiva elettorale, è sempre stato uno solo: la coerenza nel tempo. Chi cambia più casacche che mutande raramente sta seguendo un’evoluzione ideale. Nella stragrande maggioranza dei casi sta semplicemente seguendo l’aria che tira.
È sopravvivenza politica. Non è visione. Non è carattere.
Non è guida. Per questo, se davvero vogliamo tornare a fare politica nel senso alto del termine, serve una selezione vera. Anche scomoda.
Bisogna avere il coraggio di isolare gli arrivisti di professione. Vanno tenuti ai margini i riciclati permanenti. Va guardato con sano sospetto chi della politica ha fatto l’unico mestiere possibile per restare a galla.
Perché c’è una domanda che andrebbe fatta sempre, prima di ogni candidatura, prima di ogni investitura, prima di ogni fotografia di gruppo: Questa persona saprebbe stare in piedi anche senza la politica? Se la risposta è no, il rischio è evidente. Chi ha bisogno della politica per vivere, prima o poi, finisce per piegarla a sé.
Chi invece può farne a meno, di solito, è l’unico che può permettersi di servirla davvero. Il nodo, in realtà, è più nudo di quanto si voglia ammettere. Le cariche si conquistano.
L’autorevolezza, invece, si merita. E quando manca il carattere, ogni ruolo - per quanto alto - resta poco più di una poltrona occupata. #SelezioneDellaClasseDirigente #Coerenza #Onore #PoliticaSeria #Leadership #FuturoNazionale Non abbiamo bisogno di nuovi politici. Abbiamo bisogno di uomini.
Il problema non è quanti voti uno riesce a mettere insieme. Il problema è che uomo resta quando i voti finiscono. Da anni - troppi - la selezione della classe dirigente avviene con criteri da ufficio elettorale: numeri, pacchetti, promesse, clientele.
PIERFRANCESCO VITI
E poi ci si stupisce se la politica si riempie di professionisti della sopravvivenza. Figure elastiche. Adattabili a tutto.
Presenti sempre... purché ci sia una poltrona in vista. Non è pragmatismo. È istinto di conservazione personale.
Un tempo contava la rettitudine prima della convenienza. Oggi troppo spesso avviene il contrario. Si promuove chi porta voti.
Chi porta "utilità". Non chi porta spessore. Si valorizza chi si muove bene nei corridoi.
Non chi cammina diritto nella vita. Eppure il criterio serio, quello che distingue una classe dirigente da una comitiva elettorale, è sempre stato uno solo: la coerenza nel tempo. Chi cambia più casacche che mutande raramente sta seguendo un’evoluzione ideale.
Nella stragrande maggioranza dei casi sta semplicemente seguendo l’aria che tira. È sopravvivenza politica. Non è visione.
Non è carattere. Non è guida. Per questo, se davvero vogliamo tornare a fare politica nel senso alto del termine, serve una selezione vera.
Anche scomoda. Bisogna avere il coraggio di isolare gli arrivisti di professione. Vanno tenuti ai margini i riciclati permanenti.
Va guardato con sano sospetto chi della politica ha fatto l’unico mestiere possibile per restare a galla. Perché c’è una domanda che andrebbe fatta sempre, prima di ogni candidatura, prima di ogni investitura, prima di ogni fotografia di gruppo: Questa persona saprebbe stare in piedi anche senza la politica? Se la risposta è no, il rischio è evidente.
Chi ha bisogno della politica per vivere, prima o poi, finisce per piegarla a sé. Chi invece può farne a meno, di solito, è l’unico che può permettersi di servirla davvero. Il nodo, in realtà, è più nudo di quanto si voglia ammettere.
Le cariche si conquistano. L’autorevolezza, invece, si merita. E quando manca il carattere, ogni ruolo - per quanto alto - resta poco più di una poltrona occupata.
Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.