Politica e istituzioni · Letteratura e politica
Sedara e il vizio del trasformismo
Dal Gattopardo alla politica contemporanea, la conquista del potere senza responsabilità trasforma l'ambizione personale in metodo di governo.
di Pierfrancesco Viti ·
Sedara, origine di un vizio che ci governa ancora Prima del Risorgimento, chi governava portava sulle spalle la responsabilità dell’ordine: garantire giustizia, protezione, stabilità. Non era un mondo perfetto, ma l’onore costituiva un vincolo: Montesquieu ricordava che “l’onore è il principio della monarchia” (Lo spirito delle leggi, 1748). Governare significava rispondere a un dovere superiore, non semplicemente a se stessi.
Con l’Italia unita, quel vincolo si spezzò. Al posto della responsabilità comparve il calcolo, e la politica smise di essere servizio per diventare mestiere. Don Calogero Sedara, nel Gattopardo, incarna questa svolta: il potere non come eredità di un ruolo o peso di un dovere, ma come conquista del più furbo, del più arricchito, del più capace di comprare consenso.
Fu lì che si seminò il male che oggi viviamo: il clientelismo. Il sistema nato dal trasformismo post-risorgimentale ha educato generazioni di Sedara. Carriere costruite sull’intrigo, sulla promessa, sul favore da restituire.
Benedetto Croce lo definì “trasformismo”, ma in realtà era già corruzione di sistema: la sostituzione del bene comune con la convenienza privata. Ecco la radice della politica odierna: un potere senza onore, che non risponde più a valori universali, ma solo al bisogno di mantenersi in piedi distribuendo briciole. Marx scrisse che “la storia si ripete, prima come tragedia, poi come farsa”: la tragedia fu il crollo della responsabilità, la farsa è il nostro presente, dove i Sedara si moltiplicano con volti diversi, sempre uguali nella sostanza.
Il clientelismo che vediamo oggi non nasce dalla povertà, né dalla corruzione improvvisa, ma da una lunga educazione alla furbizia come virtù, all’adattamento come regola, alla mancanza di principi come metodo. E finché non si spezzerà questo modello, saremo sempre sudditi di un’Italia governata da Sedara.
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