Politica e istituzioni · Sicurezza e immigrazione
Un piano operativo per legalità e rimpatri
Controllo del territorio, identificazione e procedure effettive sono condizioni indispensabili per una politica migratoria governata dallo Stato.
di Pierfrancesco Viti ·
RASTRELLAMENTO E REIMMIGRAZIONE: UN PIANO OPERATIVO. Serve fermezza. Serve uno Stato che non arretra di fronte all'illegalità.
Chi entra clandestinamente, chi vive in baraccopoli illegali, chi rifiuta l’identificazione: va fermato, isolato e rimpatriato. Subito. Ecco come: 1.
Mappatura nazionale delle aree occupate abusivamente e degli insediamenti irregolari, in collaborazione con Prefetture, Comuni e forze dell’ordine. 2. Istituzione di una forza operativa specializzata per l’ordine urbano e il contrasto all’immigrazione selvaggia. Uomini addestrati, mezzi adeguati, linee chiare. 3.
Rastrellamenti coordinati, con identificazione sul posto, arresto degli irregolari, sequestro dei beni illeciti e sgombero immediato. 4. Deportazione provvisoria nei centri esterni all’Unione Europea, a partire da quello in Albania, in attesa del rimpatrio definitivo nei Paesi d’origine. Stop hotel e soggiorni infiniti a spese nostre. 5.
Verifica lampo dell’identità tramite impronte, video-identificazione, confronto con banche dati europee. 6. Revoca immediata del gratuito patrocinio per chi è entrato illegalmente in Italia. Lo Stato non può pagare gli avvocati a chi ha violato deliberatamente le sue frontiere.
I diritti si esercitano solo dopo aver rispettato i doveri. 7. Tolleranza zero per ricorsi pretestuosi e sospensione dei fondi alle ONG che ostacolano l’identificazione e promuovono illegalità. Chi non ha diritto di stare in Italia, non può usare le leggi italiane per restarci. Rastrellamento.
Centro in Albania. Rimpatrio. E basta soldi pubblici ai clandestini.
Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.