Politica e istituzioni · Sicurezza e Stato
Una struttura nazionale per sicurezza e reimmigrazione
Una proposta per ricondurre ordine urbano, controllo del territorio e politiche di rimpatrio a una responsabilità pubblica riconoscibile.
di Pierfrancesco Viti ·
ISTITUZIONE DEL MINISTERO DELLA REIMMIGRAZIONE E SICUREZZA O AGENZIA NAZIONALE PER LA SICUREZZA URBANA E LA REIMMIGRAZIONE (ANSUR). Ci sono momenti in cui uno Stato deve tornare a fare lo Stato. Non con i proclami, ma con la presenza.
Per anni abbiamo assistito al dissolversi dell’ordine pubblico: piano, silenzioso, quasi impercettibile. Finché un giorno ti accorgi che certi quartieri non ti appartengono più, che certe strade non parlano più la lingua della tua città, che l’Italia sembra diventata una casa senza porte né custodi. Da qui nasce l’idea - chiamatela Ministero, chiamatela Agenzia, poco importa - di un’autorità unica, con una sola catena di comando e un solo compito: rimettere ordine dove l’ordine è stato smarrito.
Un centro operativo che integra dati, segnala rischi, coordina interventi. Una task force mista - polizia, carabinieri, militari - che non vaga a caso, ma interviene dove serve davvero: controlli mirati, individuazione della criminalità diffusa, identificazione di chi non ha titolo per restare. Chi è regolare continua la sua vita.
Chi è irregolare entra in un percorso chiaro: identificazione, trasferimento nel centro albanese, trattenimento, e poi rimpatrio. Non è un sogno di forza. È un atto di giustizia.
Perché la sicurezza non è un privilegio, è la prima forma di uguaglianza. La libertà dei cittadini nasce prima di tutto dalla certezza che le strade appartengono allo Stato e non al caso, alla paura o all’illegalità. Un Paese che non protegge i suoi confini non protegge neppure i suoi figli.
E allora sì, serve qualcosa di nuovo. Non l’ennesimo ufficio, ma un ritorno all’essenziale: uno Stato che entra nelle sue città, le guarda in faccia, e dice “qui comando io”. Perché senza ordine non c’è libertà.
E senza libertà non esiste Patria.
Testo tratto e rielaborato da una pubblicazione dell'autore. Apri la pubblicazione originale.