Politica e istituzioni · Università e politica
Vincere le elezioni e perdere la società
Il rapporto tra istruzione e voto non prova la superiorità di un elettorato: impone di interrogarsi su chi formi le nuove classi dirigenti.
di Pierfrancesco Viti ·
Un grafico recentemente diffuso non dimostra affatto che chi è più istruito — e quindi, secondo una certa comoda equazione, più intelligente — voti a sinistra. È semplicemente la lettura che una certa sinistra ama dare di sé: noi i colti, gli altri gli ignoranti. Il dato, semmai, pone un problema molto più serio: che cosa accade nei luoghi in cui si formano culturalmente le nuove generazioni?
Quando passando dalla scuola all’università il rapporto politico si ribalta in maniera così marcata, sarebbe ingenuo non interrogarsi sull’egemonia culturale che da decenni domina buona parte dell’accademia italiana. Università, facoltà, ambienti culturali: troppo spesso non luoghi nei quali idee diverse si confrontano ad armi pari, ma ecosistemi nei quali alcune visioni del mondo sono considerate naturalmente evolute, mentre altre devono continuamente giustificare persino il proprio diritto di esistere.
La destra può continuare a vincere le elezioni. Ma finché lascerà agli altri la formazione delle nuove classi dirigenti, continuerà a vincere governi e a perdere la società.
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